Éloïse FOURNIER

Avvocato – Foro di Digione

Diritto di famiglia

 

Avvocato Bilingue Franco-Italiano

In collaborazione con lo Studio BONFILS

Tariffe – Modalità di funzionamento

Principio: compenso forfettario

Lo Studio privilegia una fatturazione forfettaria. Questo Le consente, sin dall’avvio della procedura, di conoscere l’importo degli onorari relativi alle attività che verranno svolte.
Per ciascun tipo di procedimento è indicato un tariffario orientativo, consultabile nella sezione “Tariffe” → “Onorari liberi”.

Eccezione: tariffa oraria

La complessità di alcune procedure non consente, purtroppo, di determinare in anticipo un compenso forfettario per l’intera missione affidata allo Studio.
In tali casi, le prestazioni vengono fatturate in base al tempo effettivamente impiegato, con emissione di fatture progressivamente nel corso dell’incarico, affinché il cliente possa mantenere il controllo dei costi generati dalla propria pratica.

Compenso legato al risultato

Al fine di proporre un compenso forfettario o una tariffa oraria equilibrati, lo Studio può prevedere una remunerazione parzialmente legata al risultato ottenuto dal cliente.
Tale compenso può consistere in una percentuale sui benefici economici conseguiti, oppure su una percentuale delle somme risparmiate.

Convenzione di onorari

In ogni caso, il compenso dell’avvocato è disciplinato da una convenzione di onorari stipulata con il cliente.
Tale contratto definisce la missione affidata all’Avvocato e le condizioni economiche della Sua remunerazione.
Questa formalità, obbligatoria in Francia (legge n. 2015-990 del 6 agosto 2015), garantisce al cliente una completa e trasparente informazione sugli impegni assunti.

Avvocato dal 2005,
Éloïse FOURNIER è iscritta presso il Foro di Digione.

Ho prestato giuramento nel 2005. Proprio in quell’anno, la procedura di divorzio ha conosciuto una riforma di ampia portata, destinata a modificarla in modo duraturo. Forte di questa concomitanza, ho sviluppato la mia attività principale nel Diritto di famiglia.

Il mio Studio assiste i clienti in materia di divorzio, separazione, residenza dei figli, affidamento condiviso, assegno di mantenimento, prestazione compensativa, diritto di visita e di ospitalità dei nonni, cambiamento di nome e/o di cognome, nonché nelle azioni di contestazione della paternità.

Mi occupo inoltre delle liquidazioni dei regimi patrimoniali tra coniugi e delle indivisioni.
Si tratta di una fase particolarmente delicata e tecnica della separazione di una coppia: l’aspetto umano ed emotivo prevale spesso, e la questione fondamentale della ripartizione degli interessi patrimoniali può rapidamente diventare complessa e conflittuale.

Metto a Sua disposizione le mie competenze per rendere accessibile questo passaggio cruciale e per tutelare efficacemente i Suoi interessi.

A tal proposito, è importante sottolineare che se l’Avvocato è spesso consultato quando il contenzioso è già avviato, il Suo ruolo è altrettanto essenziale in ogni fase della vita.

Che si tratti, ad esempio:

  • della Sua unione: matrimonio, PACS o convivenza;

  • dell’acquisto di un immobile, già realizzato o da realizzare;

  • della Sua separazione, consensuale o conflittuale;

  • del destino dei figli, quando i genitori non vivranno più insieme;

  • e di molte altre situazioni della vita familiare.

Il mio Studio La assiste per valutare le diverse ipotesi possibili e per informarLa in modo completo sulle loro implicazioni giuridiche, fiscali e patrimoniali.

Rivolgersi a un Avvocato in modo preventivo consente di anticipare il conflitto e di limitarne le conseguenze.

Il mio Studio si trova nel centro storico di Digione, di fronte alla Corte d’Appello.
Troverà di seguito i miei recapiti, nonché ulteriori informazioni sui settori di attività e sulle tariffe, nelle sezioni dedicate del sito.

Buona visita.

CONTATTARE LO STUDIO

Fatevi accompagnare nelle tappe importanti della vostra vita: unione, separazione, acquisto, divisione e successioni.

Le alternative al conflitto

Nell’immaginario collettivo non è raro imbattersi nella figura dell’Avvocato-gladiatore: questo araldo in toga nera che combatte nell’arena giudiziaria. Armato di eccezioni procedurali e nullità, si batte per salvare il proprio cliente dalle insidie giuridiche tese da un temibile avversario.
Per quanto caricaturale, questa immagine riflette in parte il cuore della nostra professione: saper utilizzare con padronanza tutti gli strumenti giuridici a nostra disposizione per far prevalere gli interessi del cliente davanti a un tribunale.

Tuttavia, esistono alternative al confronto giudiziario.
Che si tratti dei lunghi tempi della giustizia, del sovraccarico dei tribunali o di una naturale evoluzione delle pratiche, resta il fatto che siamo sempre più chiamati a ripensare il modo di gestire il conflitto.
È in quest’ottica che i membri dello Studio si sono formati nel Diritto Collaborativo, studiano le tecniche di mediazione, di negoziazione ragionata, nonché tutti gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie.

Costruire, elaborare, scegliere, dialogare, decidere…
Significa riprendere il controllo sull’esito della controversia, l’esatto contrario di affidare la soluzione del proprio conflitto a una terza persona: il giudice.
Sì, l’alea giudiziaria esiste e, anche con la migliore difesa, non mancano talvolta le sorprese.
Se il giudice resta l’interlocutore naturale per dirimere una controversia in assenza di una soluzione amichevole, sarebbe un peccato non tentare prima di costruire la propria soluzione.

Questo approccio assume un significato particolare in ambito familiare, dove spesso l’avversario è il padre o la madre dei propri figli.
È una persona con la quale può esserci conflitto, ma con cui il legame genitoriale non verrà mai meno.
L’Avvocato è lì per far emergere le Sue motivazioni e i Suoi obiettivi, ma anche per offrirLe una diversa lettura delle richieste della controparte.
Non è raro che, una volta depurate le questioni dagli aspetti puramente emotivi, le aspettative reciproche possano convergere verso una soluzione comune, equilibrata e vantaggiosa per tutti.

Questo percorso non è mai obbligatorio e, talvolta, può purtroppo rivelarsi impossibile.
Sappia tuttavia che lo Studio opererà sempre per far valere la Sua posizione, offrendole al contempo la possibilità di diventare co-autrice della soluzione che verrà individuata.

La negoziazione ragionata

La negoziazione ragionata è un metodo di risoluzione dei conflitti frequentemente utilizzato in caso di controversia.
Trae origine dalle teorie elaborate da Mary Parker Follett, consulente di management statunitense dei primi del XX secolo, considerata una pioniera in questo ambito.

Secondo la sua impostazione, i comportamenti degli individui sono giustificati dai bisogni e dagli interessi che li sottendono, i quali possono essere anche di natura istintiva o inconscia.
Per risolvere un conflitto, il metodo più efficace consisterebbe quindi nell’uscire da una logica di rapporto di forza e di costrizione, per cercare di comprendere i reali interessi delle parti coinvolte.
Mary Parker Follett ha così sviluppato il concetto di una negoziazione che integra le differenze, al fine di esplorare soluzioni creative.

L’esempio più frequentemente utilizzato per illustrare questo principio è quello di due persone che desiderano acquistare lo stesso aranceto, senza riuscire a trovare un accordo.
Interpellandole, si scopre che le loro motivazioni sono diverse: una intende produrre succo d’arancia, l’altra candire le bucce.
Una volta chiaramente individuati i bisogni di ciascuno, diventa semplice dare a entrambe le persone ciò che desiderano realmente.
È questa tutta la forza e la bellezza della negoziazione ragionata.

(Definizione tratta dalla rivista “Gestion” dell’HEC di Montréal – Canada)

Mediazione

La mediazione è una tecnica procedurale di risoluzione dei conflitti mediante la quale persone coinvolte in una controversia, o che intendono prevenirne l’insorgere, cercano di pervenire a una soluzione transattiva avvalendosi dell’intervento di una persona terza, detta “mediatore” (in inglese neutral o mediator).

La mediazione può essere:

  • decisa dalle parti, al di fuori di qualsiasi procedimento giudiziario;

  • oppure disposta dall’autorità giudiziaria adita nell’ambito di un contenzioso.

(Definizione tratta da dictionnaire-juridique.com)

Arbitrato

L’arbitrato è una procedura mediante la quale una controversia viene sottoposta, in forza di una convenzione tra le parti, a uno o più arbitri, i quali rendono una decisione vincolante.

Scegliendo di ricorrere all’arbitrato, le parti optano per una procedura privata di risoluzione delle controversie, in alternativa a un procedimento giudiziario ordinario.

(Definizione fornita dall’O.M.P.I.)

Diritto collaborativo

Il processo collaborativo è una modalità amichevole di risoluzione dei conflitti nata negli Stati Uniti, concepita per essere applicata in tutti i sistemi giuridici e in tutte le culture.

Praticato da molti anni negli Stati Uniti e in Canada, il processo collaborativo presenta un elevato tasso di successo (oltre il 90%).

I principi del diritto collaborativo si fondano sia su un impegno contrattuale assunto dalle parti e dai loro avvocati, sia su un percorso strutturato di lavoro. Per farvi ricorso, è necessario scegliere un avvocato formato a questo metodo ed essere disposti a diventare protagonisti della risoluzione del proprio conflitto.

(Definizione fornita dall’AFPDC)

Il contatto diretto con il cliente

Lo Studio privilegia un rapporto diretto con il cliente.
Quando siamo presenti in Studio, rispondiamo personalmente alle vostre chiamate telefoniche. Questi brevi scambi consentono un primo contatto, un’informazione rapida e una gestione fluida del vostro fascicolo.

Durante le udienze o gli appuntamenti, un servizio di segreteria esterna raccoglie il vostro messaggio e ce lo trasmette tempestivamente via e-mail.

Per garantire una migliore qualità degli scambi, vi invitiamo a privilegiare i contatti via e-mail e a indicare tutti i vostri recapiti.

Contattaci al numero:

03.80.30.65.40
eloise.fournier@avocat.fr

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Domande Frequenti

Quando vi trovate di fronte a una difficoltà, abbiate l’abitudine di consultare il vostro Avvocato.
Un breve confronto può aiutarvi a evitare decisioni errate o iniziative che potrebbero arrecare pregiudizio ai vostri interessi.

Nel frattempo, ecco alcuni consigli utili.

Come organizzare l’affidamento dei figli ?

La fine della relazione amorosa non pone fine al legame genitoriale.
È quindi opportuno cercare di trovare un accordo sull’organizzazione del ruolo di ciascun genitore nei confronti dei figli: residenza, contributo al mantenimento, suddivisione dei viaggi, ecc.

Tuttavia, fate attenzione a non accettare una situazione che non vi soddisfi. Contrariamente a quanto potreste pensare, una volta stabilite certe pratiche, sarà difficile modificarle successivamente davanti a un giudice.

Infatti, nel prendere la sua decisione, il magistrato farà sempre prevalere “l’interesse del minore”.
Poiché il bambino è già stato segnato dalla separazione dei genitori, il giudice cercherà di minimizzare i cambiamenti a suo carico, confermando spesso con sentenza le pratiche già in corso.

È quindi consigliabile, sin dalla separazione, instaurare un’organizzazione il più possibile vicina a ciò che desiderate per il lungo termine.
Il mio Studio è naturalmente a vostra disposizione per accompagnarvi in questo percorso.

Quali procedure seguire quando si lascia il domicilio coniugale ?

Le condizioni per lasciare il domicilio familiare non sono le stesse a seconda che la coppia sia coniugata o meno.

Nel caso di matrimonio

Solo un giudice può autorizzare a risiedere separatamente.
Tuttavia, la situazione può diventare conflittuale, e talvolta è opportuno anticipare il distacco.
Ecco tre precauzioni da adottare:

  1. Se il/la coniuge è d’accordo, redigete congiuntamente un documento in cui manifestate la vostra volontà reciproca di vivere separati, in attesa della prima decisione del tribunale.

  2. Depositate una denuncia o una segnalazione presso la stazione dei Carabinieri o il commissariato più vicinoper segnalare la vostra uscita dal domicilio coniugale a causa della procedura di divorzio in corso. Richiedete e conservate una copia di questo documento.

  3. Continuate a contribuire alle spese matrimoniali: se è in corso un mutuo immobiliare, continuate a parteciparne al pagamento. Se il coniuge non ha la capacità economica di sostenere le spese ordinarie della casa, non interrompete tutte le utenze e continuate a onorare il pagamento delle bollette e/o dell’affitto.

Queste precauzioni permettono di evitare accuse di abbandono del domicilio coniugale.

Nel caso di convivenza o PACS

Potrete lasciare la casa senza “autorizzazione preventiva”, ma è importante farlo in modo rispettoso e organizzato.
La giurisprudenza punisce sempre più frequentemente le “separazioni brusche” tra conviventi.

La situazione può cambiare in base a:

  • acquisto di un immobile,

  • contratto di locazione intestato a entrambi o a uno solo.

Per maggiori informazioni, consultate lo Studio.

Quali documenti conservare ?

Assicuratevi sempre di mettere in un luogo sicuro o di conservare una copia dei vostri documenti amministrativi:

  • avvisi di pagamento delle imposte,

  • buste paga,

  • attestazioni CAF (o equivalenti),

  • estratti conto bancari,

  • contratti di prestito e relativi piani di ammortamento,
    … e ogni altro documento importante.

Come preparare il primo appuntamento ?

Il cliente viene di norma ricevuto presso lo Studio, ma è possibile organizzare anche colloqui telefonici.
Il primo appuntamento è l’occasione per illustrare in dettaglio la propria situazione.
Spesso è utile fornire un resoconto cronologico degli eventi, che potrà essere integrato da eventuali domande da parte dell’Avvocato per guidare le spiegazioni.

Queste informazioni permetteranno di inquadrare giuridicamente la situazione e di presentarvi le diverse soluzioni possibili.

Per potervi consigliare al meglio, potrebbe esservi richiesto di presentarvi muniti di alcune copie dei seguenti documenti:

  • documento d’identità

  • libretto di famiglia

  • ultima dichiarazione dei redditi

  • ultime tre buste paga

  • busta paga di dicembre dell’anno precedente

  • elenco delle spese correnti

  • elenco delle spese relative ai figli

  • piani di ammortamento dei prestiti

  • ecc.

Al termine del colloquio, un resoconto viene generalmente inviato al cliente via e-mail.
È anche possibile prevedere l’invio di una lettera alla controparte o al suo avvocato.
Se deve essere avviata una procedura, gli onorari saranno stimati al termine di questo incontro.

La prenotazione dell’appuntamento può avvenire telefonicamente o via e-mail.
In quest’ultimo caso, vi invitiamo a indicare le vostre disponibilità, così che possano esservi proposte date e orari per il colloquio.

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Lo Studio risponde entro 48 ore a tutte le domande inviate via e-mail.